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Fiscale

BONUS
10.10.2025
BONUS 50% E 36% IN CONFERMA PER IL 2026

Ancora un anno per lo sconto unico al 50% per le prime case e al 36% per le seconde. È questa l’intenzione che sta maturando in queste ore sui tavoli del Governo e che verrà tradotta nel testo del disegno di legge di Bilancio, atteso martedì prossimo in Consiglio dei ministri. Una proroga secca per il 2026, quindi, che andrà a confermare l’assetto attuale, basato su paletti che privilegiano i proprietari di prime case.

In realtà, invece, il lavoro di queste ore destinato a prendere forma nel Ddl di Bilancio sta puntando a confermare anche nel 2026 l’assetto attuale, che prevede due requisiti: avere l’abitazione principale, e quindi la residenza, nell’immobile ristrutturato ed essere proprietari o titolari di un altro diritto reale su quello stesso immobile. Chi rispetta questi due paletti può accedere al livello più alto di sconti, che è il 50 per cento. Chi, invece, fa lavori senza avere queste caratteristiche deve accontentarsi del 36 per cento. Per il 2026, in assenza di una proroga, sarebbe scattato il taglio delle due aliquote, rispettivamente al 36 e al 30 per cento. Una sforbiciata durissima, soprattutto se consideriamo che alcuni dei lavori agevolati con questi sconti fino a un anno fa viaggiavano con detrazioni anche superiori al 65 per cento.

In questo sconto unico ricadono soprattutto due agevolazioni: lo sconto base per le ristrutturazioni, utilizzato per operazioni popolarissime come il rifacimento di impianti, lo spostamento di tramezzi o la posa di pavimenti, e l’ecobonus per l’efficienza energetica, tipico di interventi come la sostituzione di infissi o l’installazione di pompe di calore o di sistemi ibridi per gli impianti di riscaldamento. Per entrambi questi bonus ci sarà la stessa aliquota, senza premialità particolari per lavori considerati più meritevoli di altri. L’efficienza energetica, in sostanza, sarà agevolata come un qualsiasi lavoro di muratura.

La platea interessata

Viste le premesse della vigilia, comunque, tirano un sospiro di sollievo soprattutto i proprietari di seconde case.

 

Sono proprio questi immobili, infatti, quelli per i quali il taglio dal 36 al 30% appariva più probabile, visto che il responsabile del Mef ha esplicitamente detto di volere tutelare le abitazioni principali. Secondo le ultime statistiche del dipartimento Finanze e dell’agenzia delle Entrate, attualmente le abitazioni residenziali locate sono circa 3,6 milioni, quelle concesse in uso gratuito sono poco meno di 800mila e, infine, quelle lasciate a disposizione del loro proprietario, senza utilizzi particolari, sono 5,7 milioni. Il totale delle seconde case è, quindi, di poco superiore a 10 milioni, su un patrimonio di 32,7 milioni di immobili. Per tutte queste non scatterà il taglio al 30 per cento.


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