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09.12.2022
BRUXELLES PROMUOVE LA PAC ITALIANA

Come previsto, la Commissione europea ha dato il via libera al Piano strategico nazionale dell’Italia sulla Pac, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2023. Dei circa 35 miliardi previsti per il 2023-27 tra contributo UE e nazionale, 672 milioni andranno al rinnovamento generazionale, quasi 3 miliardi alle misure ambientali nei Piani di sviluppo rurale, 4,4 miliardi per gli eco-regimi dei pagamenti diretti, 413 milioni per i Leader, 1,8 miliardi per il pagamento redistributivo. Il Piano dedica inoltre circa 2,2 miliardi di euro alla promozione e alla condivisione della conoscenza, dell’innovazione e della digitalizzazione. Le iniziative sostenute includono, tra le altre, consulenze agli allevatori (come su strumenti digitali e meccanizzazione), servizi di consulenza su temi strategici (come benessere animale, sostenibilità ambientale e gestione del rischio) e formazione professionale di imprenditori e lavoratori. Ora il governo dovrà approvare e pubblicare i decreti attuativi, indispensabili per l’applicazione della Politica agricola comune prevista dal 1° gennaio prossimo.

Ma ecco cosa dovrebbe avvenire nelle prossime ore sulla nuova programmazione 2023-2027. Verosimilmente si avranno almeno quattro decreti ministeriali per recepire i tre regolamenti che ordinano la Pac, pubblicati il 6 dicembre 2021 sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea. E non mancheranno i decreti ad hoc per l'Ocm, lì dove sono intervenute modifiche ai regolamenti europei previgenti.

Sicuramente sarà necessario un dm per recepire il Regolamento Ue 2021/2115, recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell'ambito della Pac (piani strategici della Pac) e finanziati dal Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (Feaga) e dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (Feasr) e che abroga i Regolamenti (UE) n. 1305/2013 e (UE) n. 1307/2013.

Vanno trasposte da questo Regolamento in norme attuative nazionali le disposizioni comunitarie per la domanda unica, incluse le novità, come gli ecoschemi, l'aumento delle risorse per i giovani, i fondi rafforzati per il biologico, le filiere strategiche dalla zootecnia all'olio e il principio della condizionalità sociale, le norme di intervento per i premi accoppiati e gli strumenti di supporto per le crisi di mercato e le calamità, ma anche la cornice giuridica dei Psr, Programmi di Sviluppo Rurale.


Ed è bene parlare al plurale, perché la clausola di salvaguardia costituzionale, consente all'Italia di continuare ad avere i Psr regionali, che dovranno però essere coerenti con gli obiettivi di sviluppo rurale contenuti nel Psn, Piano Strategico Nazionale.


Ma non basta, a regolare la complessa materia della Pac c'è anche il Regolamento Ue 2021/2116 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 2 dicembre 2021, che riguarda la gestione finanziaria e il monitoraggio della Pac e che abroga il Regolamento (UE) n. 1306/2013, al quale sarà destinato uno specifico atto di recepimento ai fini del riconoscimento dell'autorità nazionale designata al riconoscimento degli enti pagatori.

 

Infine, sarà necessario recepire le disposizioni contenute nel Regolamento Ue 2021/2017, che modifica il Regolamento (UE) n. 1308/2013, recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e i regolamenti europei sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, sulla definizione, la designazione, la presentazione, l'etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli aromatizzati ed, infine, quello recante misure specifiche nel settore dell'agricoltura a favore delle regioni ultraperiferiche dell'Unione.


Con ogni probabilità, il lavoro sugli ultimi tre decreti è stato già fatto, come pure sono in fase avanzata i decreti che singolarmente regoleranno le Ocm e i programmi operativi delle Op per i singoli sottosettori. Serviranno limature invece sugli strumenti giuridici inerenti la struttura principale della Pac, il regime dei pagamenti diretti, lo sviluppo rurale, le politiche di aiuto in caso di crisi e calamità.

I decreti dovrebbero arrivare in tempi brevissimi così da garantire l’entrata in vigore del Piano comunitario 2023-2027, fondamentale per procedere con il finanziamento dei premi agli agricoltori.

Sono disponibili le prime bozze sull'applicazione del PSP a livello nazionale. Sono due documenti:

Il primo documento riguarda i pagamenti diretti e accoppiati della DU nel nuovo regime di Politica Agricola Comune.

Il secondo documento riguarda invece l'applicazione degli Ecoschemi.

Questi documenti sono solo delle proposte in bozza, non ancora passati per la Conferenza Stato/Regioni e pertanto potranno subire modificazioni anche significative.

 


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