La c.d. “Nuova Sabatini”, ossia l’agevolazione istituita dall’art. 2, D.L. n. 69/2013, a favore delle micro, piccole e medie imprese (PMI), prevede la concessione, da parte di banche ed intermediari finanziari aderenti alla convenzione stipulata dal Ministero dello Sviluppo Economico, l’ABI e Cassa Depositi e Prestiti, di finanziamenti agevolati volti a sostenere investimenti in macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali, nonché di un contributo ministeriale, a parziale copertura degli interessi maturati sui predetti finanziamenti.
Al beneficio sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, con l’unica eccezione costituita dal settore delle attività finanziarie e assicurative.
L’ammontare del contributo in conto impianti, in particolare, è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, a un tasso di interesse annuo pari al:
A partire dal 1° gennaio 2023, infatti, è prevista anche la concessione di un contributo in conto impianti e di un finanziamento agevolato, per l’acquisto, o l’acquisizione in caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo e a basso impatto ambientale, nell'ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e/o dei processi produttivi.
Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% del suo ammontare, deve avere una durata massima, comprensiva di un periodo di preammortamento non superiore a dodici mesi, di cinque anni decorrenti dalla data di stipula del contratto di finanziamento oppure, nel caso di leasing finanziario, dalla data di consegna del bene o, se successiva, dalla data di collaudo.
Il finanziamento agevolato, inoltre, deve avere un valore non inferiore a 20.000 euro e non superiore a 4 milioni di euro, anche se frazionato in più iniziative di acquisto.
La “Nuova Sabatini” è destinata alle micro, piccole e medie imprese (PMI) che, alla data di presentazione della domanda:
Ai fini della concessione dell’agevolazione, infine, è richiesto che, al momento di presentazione della domanda, le imprese debbano avere la sede legale o almeno una unità locale in Italia.
Allo stato attuale, l’agevolazione opera in relazione alle seguenti tipologie di investimenti:
Non sono, invece, comunque ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, a beni usati o rigenerati, nonché quelle riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”.
Per favorire l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese e rafforzarne la competitività, la “Nuova Sabatini” prevede contributi in conto impianti a fronte di finanziamenti destinati a investimenti in beni strumentali, tecnologie Industria 4.0 e progetti “green”. Dal 2024 è operativa anche la “Nuova Sabatini Capitalizzazione”, rivolta alle PMI costituite in forma di società di capitali che intendono avviare processi di rafforzamento patrimoniale insieme a programmi di investimento. Per garantire la continuità di queste misure di sostegno agli investimenti produttivi, il D.D.L. “Bilancio 2026” ha previsto un incremento delle relative risorse finanziarie.