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	DECRETO ATTUATIVO CARBURANTI AGRICOLI
03.08.2026
DECRETO ATTUATIVO CARBURANTI AGRICOLI

Il decreto attuativo rende operativo il sostegno per gli acquisti effettuati dal 1° marzo al 31 maggio 2026. Il credito può arrivare al 20% della spesa ammissibile, con un massimo di 50.000 euro per impresa, ma l’aliquota finale dipenderà dal totale delle domande accolte. Mancano ora solo le istruzioni definitive di Agea.

Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno firmato il decreto attuativo del credito d’imposta destinato alle imprese agricole per l’acquisto di gasolio e benzina.

Ricordiamo che la misura dispone di una dotazione complessiva di 90 milioni di euro per il 2026.

Il credito è stato introdotto per compensare una parte dei maggiori costi sostenuti dalle aziende agricole in seguito all’aumento dei prezzi dei carburanti.

Quali acquisti rientrano

L’agevolazione riguarda gli acquisti effettuati tra il 1° marzo e il 31 maggio 2026.

Il carburante deve essere utilizzato:

•             per i mezzi impiegati nell’esercizio dell’attività agricola;

•             per il riscaldamento delle serre destinate alla coltivazione di prodotti orticoli.

Le spese devono essere considerate al netto dell’Iva e documentate attraverso le relative fatture di acquisto.

Non sono sufficienti stime dei consumi o ricostruzioni non supportate da documentazione fiscale completa.

Quanto può essere riconosciuto

Il credito d’imposta può arrivare fino al 20% della spesa ammissibile.

L’aliquota del 20% rappresenta però il livello massimo teorico, non una percentuale garantita a tutte le aziende.

Se il valore complessivo delle domande ammissibili supererà i 90 milioni di euro disponibili, Agea applicherà una riduzione proporzionale del beneficio.

L’importo definitivo sarà quindi conosciuto solo dopo:

•             la chiusura della finestra per le domande;

•             la verifica delle istanze;

•             il calcolo del fabbisogno complessivo;

•             l’eventuale ripartizione delle risorse.

Per ogni impresa è previsto un limite massimo di 50.000 euro.

Il credito deve quindi essere considerato come un recupero potenziale. Non è prudente inserirlo nei flussi finanziari aziendali come un’entrata già certa prima della comunicazione dell’importo effettivamente riconosciuto.

Come sarà presentata la domanda

La gestione della misura è affidata ad Agea.

La domanda dovrà essere presentata esclusivamente attraverso una piattaforma telematica dedicata, secondo le istruzioni operative che saranno pubblicate dall’Agenzia.

La finestra per la presentazione:

•             dovrà aprirsi entro il 30 settembre 2026;

•             non potrà avere una durata inferiore a 20 giorni.

La misura non segue una logica basata sull’ordine cronologico di arrivo delle domande. Se il plafond non sarà sufficiente, la riduzione verrà applicata proporzionalmente alle richieste ammesse.

Resta comunque importante non attendere gli ultimi giorni, per poter correggere eventuali errori tecnici o documentali prima della chiusura della piattaforma.

Quali documenti preparare

In attesa delle istruzioni definitive di Agea, possiamo ipotizzare che il dossier per la presentazione della richiesta contenga la seguente documentazione :

•             fatture di acquisto di gasolio e benzina relative a marzo, aprile e maggio 2026;

•             separazione tra imponibile e Iva;

•             verifica della destinazione del carburante all’attività agricola;

•             documentazione relativa all’eventuale riscaldamento delle serre orticole;

•             dati aggiornati dell’impresa;

•             fascicolo aziendale coerente;

•             coordinate bancarie.

Per le imprese che acquistano carburante destinato anche ad attività diverse, sarà necessario distinguere con precisione i consumi riconducibili al perimetro agevolato.

L’inserimento di spese estranee può determinare recuperi del credito, contestazioni e sanzioni.

Non è un rimborso diretto

La misura non prevede un bonifico immediato a favore dell’impresa.

Il beneficio assume la forma di un credito d’imposta, utilizzabile in compensazione dei debiti fiscali e contributivi attraverso il modello F24, secondo le modalità previste dal provvedimento.

Il costo del carburante è quindi già stato sostenuto dall’azienda. Il credito interviene successivamente, riducendo una parte degli esborsi fiscali e contributivi.

L’effetto sulla liquidità dipenderà anche dalla capacità dell’impresa di utilizzare il credito in compensazione.

Chi è coinvolto

La misura interessa una platea ampia di imprese:

•             aziende cerealicole;

•             imprese viticole;

•             aziende frutticole e orticole;

•             allevamenti;

•             imprese serricole;

•             realtà con parchi macchine e consumi energetici rilevanti.

La dotazione di 90 milioni deve quindi essere rapportata al totale nazionale delle spese che saranno dichiarate e considerate ammissibili.

È questo il motivo per cui il credito effettivo potrebbe risultare inferiore al 20%.

Conclusioni

Il credito d’imposta mette a disposizione 90 milioni di euro per gli acquisti di carburante agricolo effettuati tra marzo e maggio 2026.

Il beneficio può arrivare al 20%, con un massimo di 50.000 euro per impresa, ma l’importo finale non è ancora certo. Dipenderà dal numero e dal valore delle domande ammesse.

Per le aziende, il passaggio decisivo è ora documentale: fatture corrette, consumi coerenti con le attività agevolate e fascicolo aziendale aggiornato.


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