Dopo il caso di Povoletto, in provincia di Udine, nei giorni scorsi è stato confermato un caso di influenza aviaria ad alta patogenicità (sottotipo H5N1) in un allevamento di tacchini a Oppeano, in provincia di Verona. Le autorità sanitarie hanno immediatamente adottato le misure di contenimento previste, istituendo una zona di protezione con un raggio di tre chilometri intorno all’azienda e una zona di sorveglianza con un raggio di dieci chilometri.
Sono diversi i comuni lombardi nelle aree di restrizione, sia A che B. (QUI l'elenco dei comuni lombardi compresi nelle zone di restrizione e QUI le limitazioni connesse). Limitazioni e aree di restrizione da verificare con il veterinario aziendale ATS.
Regione Lombardia, considerando la situazione epidemiologica e al fine di ridurre al minimo il rischio di diffusione della malattia, ha pertanto disposto alcuni divieti, tra cui: lo svolgimento di fiere, esposizioni, mostre e mercati di pollame nella zona B, fatta eccezione per la vendita o esposizione dei volatili autorizzati; la presenza di pollame proveniente dalla zona B a fiere, esposizioni, mostre e mercati, fatta eccezione per la vendita o esposizione dei volatili autorizzati; nelle zone A e B l’utilizzo di richiami vivi appartenenti agli ordini degli Anseriformi e Charadriiformi negli appostamenti temporanei.
L’uso dei richiami vivi in postazioni fisse dovrà avvenire secondo criteri specifici, definiti dall'allegato A della nota di Regione Lombardia del 16 settembre.
Lo sfoltimento dei broiler nelle zone B può avvenire solo in occasione del carico per svuotamento completo dell’azienda e deve essere effettuato, compatibilmente con le dimensioni dell’azienda, nel minor tempo possibile e senza interruzioni. Inoltre il carico finale deve garantire lo svuotamento di ogni capannone entro 48 ore e senza interruzioni, fino allo svuotamento totale dell’azienda, e qualsiasi anomalia o aumento della mortalità comporta l’interruzione del carico e l’avvio di controlli ufficiali.
Gli allevatori devono applicare rigorosamente le misure di biosicurezza, con particolare attenzione a ridurre il rischio di introduzione del virus dall’ambiente selvatico o attraverso persone e mezzi di trasporto. Le misure imposte dalla Regione potranno essere modificate in base all’evoluzione della situazione epidemiologica o a nuove indicazioni delle autorità competenti.
L’esperienza acquisita negli anni nella prevenzione e gestione delle epidemie di Influenza aviaria nelle aree a forte vocazione avicola italiane (Densely Populated Poultry Areas – DPPA) e il confronto con i sevizi veterinari regionali, le ASL, le associazioni avicole, le aziende avicole e gli allevatori, hanno portato il Centro di Referenza Nazionale per l’influenza aviaria ad elaborare su richiesta del Ministero della Salute una serie di proposte strategiche tese a ridurre al massimo l’impatto di future introduzioni di virus ad alta patogenicità nelle aree a forte vocazione avicola. Il documento completo è disponibile cliccando QUI