Nuovi crediti di imposta per le filiere agricole. Il Consiglio dei ministri ha varato lo scorso 24 luglio il disegno di legge a titolo «Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo», denominato anche «Coltivitalia», che dovrà essere esaminato dal Parlamento. Tra le numerose misure contenute, gli articoli 2 e 3 prevedono misure la filiera del frumento e per la filiera del comparto bovino.
Per quanto riguarda l’agevolazione introdotta per il settore del frumento, questa prevede che alle imprese attive nel settore della trasformazione dei prodotti agricoli, che sottoscrivono a partire dal 2026 un nuovo contratto di filiera con imprese attive nella produzione di frumento di origine italiana, spetti, a determinate condizioni, un credito di imposta parametrato agli investimenti effettuati.
In particolare, per poter beneficiare del credito di imposta è necessario che:
Nel rispetto di quanto sopra indicato, alle imprese di trasformazione spetta un credito di imposta per gli investimenti effettuati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 15 novembre 2026 in macchinari impianti e attrezzature nuovi, anche se acquisiti in leasing, destinati al miglioramento qualitativo e alle attività di ricerca connesse. Il credito, che non è tassato e può essere utilizzato solo in compensazione, spetta nella misura del 20% nel caso di contratti di filiera triennali, del 30% se il contratto è quadriennale e infine del 40% in caso di contratti quinquennali.
Per quanto invece riguarda il comparto dei bovini da carne, al fine di rafforzare la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’acquisto di capi dall’estero, l’articolo 3 del disegno di legge introduce un contributo a favore degli imprenditori agricoli, singoli o associati, che abbiano sottoscritto un contratto di filiera per la produzione di carne bovina che includa, oltre alla fase di allevamento, anche un’altra fase della filiera.
A questi allevatori spetta un contributo per investimenti relativi all’acquisto manze o all’allevamento di bovini da riproduzione, per almeno 24 mesi, iscritti in programmi genetici di selezione con orientamento alla carne o alla duplice attitudine carne-latte.
Spettano, inoltre, contributi per investimenti finalizzati alla produzione di vitelli che rispettino determinati parametri, allo svezzamento e accrescimento dei vitelli che rimangano in stalla almeno sei mesi e infine all’accrescimento dei bovini fino a 500kg a condizione che rimangano in stalla almeno 12 mesi.
Entrambi i crediti di imposta sono subordinati alla pubblicazione dei rispettivi decreti ministeriali attuativi