Cosa è successo
Lo spettro a lungo temuto si è materializzato. Alla data del 31 agosto scorso sono 3 i focolai di Peste suina africana (Psa) accertati dai controlli sanitari dell’Ats (Agenzia di tutela della salute) Lombardia in altrettanti allevamenti di suini. Tutti dislocati nella provincia di Pavia. Il caso più eclatante, esploso venerdì 25 agosto, riguarda un allevamento all’ingrasso di mille maiali situato nel comune di Zinasco il cui titolare, all’inizio del mese di agosto, avrebbe omesso di segnalare alle autorità sanitarie competenti l’elevato tasso di mortalità di suini presenti nella sua porcilaia, si parla di circa 400 capi, inviando i rimanenti soggetti sopravvissuti a tre diversi macelli dislocati rispettivamente in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto che, ignari della situazione esistente nell’allevamento in questione e soprattutto in presenza di un regolare documento sanitario legato al trasporto degli animali, avrebbero proceduto con le normali operazioni di scarico, abbattimento, sezionamento e trasformazione dei capi, esponendo le loro strutture alla potenziale diffusione del virus.
Gli accertamenti tuttora in corso dell’autorità giudiziaria hanno portato la Procura di Pavia a indagare l’allevatore e il veterinario aziendale, con l’ipotesi di reato per non aver segnalato i primi casi di morte sospette di animali.
Interventi tempestivi
Nella zona che rientra nei 10 km dagli allevamenti coinvolti sono state vietate tutte le movimentazioni di suini sia in ingresso sia in uscita. La presenza del virus in un allevamento comporta l'abbattimento di tutti i capi non solo dell'azienda infettata, ma anche in quelle presenti nelle zone di restrizione .
Nuova procedura straordinaria per movimentazione suini
Per tutto il territorio della Regione Lombardia la movimentazione dei suini è possibile solamente a queste condizioni (estratto della nota ufficiale Regione Lombardia UO Veterinaria del 28 agosto 2023 “Nuova procedura straordinaria per movimentazione suini”):
Stante l’attuale situazione epidemiologica nei confronti della PSA, con particolare riferimento ai recenti focolai che hanno coinvolto i tre allevamenti di suini da ingrasso della provincia di Pavia, risulta necessario implementare una straordinaria attività di sorveglianza a tutela del patrimonio suinicolo in grado di dare garanzie dello stato sanitario degli allevamenti suini lombardi, anche ai fini commerciali.
Ciò premesso, fatti salvi gli specifici divieti previsti nelle zone di restrizione attorno ai focolai (ZP e ZS), si ritiene opportuno, sentito anche l’IZSLER e OEVR, che su tutto il territorio regionale le movimentazioni di suini verso gli impianti di macellazione siano subordinate, a partire dal 29 agosto pv, all’esito favorevole di controlli straordinari, di seguito specificati
• visita clinica
• verifica andamento mortalità
• prelievo di milza, in condizioni di biosicurezza (in cella) per il conferimento ad IZSLER, da due soggetti morti di recente (non oltre 5 gg); nel caso non ci fossero animali morti di recente, devono comunque essere prelevati animali morti da meno tempo possibile
• eventuale prelievo di sangue in EDTA da eventuali soggetti disvitali
La visita clinica e la verifica andamento mortalità andranno eseguite nelle 24 ore precedenti il primo carico e ripetute ogni 72 ore.
Il prelievo milza e, laddove necessario, il sangue, nelle 72 ore precedenti il primo carico e ripetute ogni 72 ore; premesso che, prioritariamente, questi campionamenti sono obbligatori a far data dal 29 agosto, laddove risultasse, per questa data, per motivi organizzativi, impossibile la loro esecuzione, la visita clinica, qualora le operazioni di carico si protraggano oltre le 24 ore, dovrà essere ripetuta ogni 24 ore sino alla fine del carico. In ogni caso, tali campionamenti saranno inderogabili a partire dal 30 agosto pv.
Dovrà inoltre essere disposto l’obbligo di validazione dei Mod.4 in uscita, su tutto il territorio regionale.
Ovviamente nel caso gli esiti della visita clinica e andamento mortalità siano compatibili con un sospetto PSA, andranno immediatamente applicate le misure di cui al Reg (UE) 2020/687.
Negli allevamenti suini ricadenti nei 10 km attorno al focolaio 190PV004, nelle more della formale istituzione delle zone di restrizione, è vietata qualsiasi movimentazione, in entrata/uscita, di animali.
I controlli sanitari di cui sopra, nella restante provincia di Pavia, devono essere immediatamente applicati.
Si rappresenta inoltre la necessita di richiamare l’attenzione degli allevatori e dei veterinari LP che, in questo contesto epidemiologico, è ancor più importante escludere sempre la presenza di PSA in allevamento, in particolare anche quando gli animali, pur non presentando chiari ed evidenti segni o sintomatologie sospette, si presentano poco vitali, inappetenti o con altre sintomatologie non patognomoniche. In questi casi è necessario avvisare il DV competente con il quale sarà concordato il prelievo di sangue intero con provetta vacutainer a tappo viola con EDTA di alcuni degli animali con i sintomi di cui sopra.
Richiamando il doveroso rispetto di tutte le misure di biosicurezza previste dalla norma, ivi incluso l’obbligo per i veicoli e le attrezzature utilizzati per il trasporto dei suini di essere puliti e disinfettati senza indugio dopo ogni trasporto con prodotti efficaci nei confronti della PSA riportati nel Manuale operativo delle pesti e l’obbligo di segnalare senza indugio qualsiasi sospetto di PSA, si confida in una fattiva collaborazione di tutta la filiera a tutela e garanzia del Sistema Italia e del patrimonio suinicolo nazionale.
Da ultimo si invitano i DV delle ATS meno coinvolte in tale attività straordinarie di controllo, a garantire, qualora necessario e richiesto, supporto ai DV maggiormente coinvolti, con le modalità ritenute più opportune.
PSA ritiri carcasse
Stante l’attuale situazione epidemiologica nei confronti della PSA, al fine di mettere in atto tutte le misure di early detection (rilevamento precoce) per individuare precocemente eventuali situazione di rischio, le aziende che si occupano del ritiro delle stesse sono state invitate a segnalare prontamente al DV della ATS competente e a alla Regione eventuali allevamenti di suini che richiedano interventi di ritiro carcasse frequenti e/o ritenute anomale.
Divieto fiere/mostre/mercati
Stante l’attuale situazione epidemiologia nei confronti della PSA, è vietata la partecipazione a fiere/mostre/mercati di animali della specie suina, di qualsiasi provenienza, su tutto il territorio regionale.
Probabile intervento dell’esercito
L’intervento della forza pubblica appare sempre più probabile dopo gli incontri che si sono tenuti ieri a Roma (Commissione Politiche Agricole e incontro tra l’assessore regionale lombardo Alessandro Beduschi e il ministro Francesco Lollobrigida). Vi sarà il supporto dell’esercito e della Protezione civile per l’abbattimento dei cinghiali, primi vettori dei contagi. Inoltre verranno aumentate le catture dei cinghiali anche valorizzando il ruolo dei cacciatori prevedendo inediti sistemi di incentivazione.
Biosicurezza: PSA ulteriori indicazioni di controllo e prevenzione
L’attuale situazione epidemiologica nei confronti della PSA rende quanto mai necessario, da una parte intensificare le azioni di controllo e prevenzione, come quelle disposte con nota G1.2023.0033765 del 28 agosto us, dall’altra mettere in atto, in modo puntuale e costante, tutte le misure di biosicurezza già previste dalla norma.
In considerazione delle caratteristiche di elevatissima resistenza del virus PSA nell’ambiente, la DIREZIONE GENERALE WELFARE VETERINARIA della Regione Lombardia ritiene opportuno richiamare l’attenzione sull’importanza delle misure di biosicurezza, ovvero del loro puntuale rispetto e rigida e costante applicazione da parte degli allevatori e della relativa attenta verifica da parte degli Organi di controllo.
In particolare, è doveroso porre l’attenzione su tutte quelle misure di biosicurezza che devono essere attuate in allevamento al fine di salvaguardare e prevenire la diffusione/introduzione del virus della PSA negli allevamenti delle zone a rischio e nei territori indenni.
Tali misure diventano ancor più importanti in tutti quei casi in cui i rischi di introduzione sono elevati, essendo legati a particolari situazioni di allevamento che implicano frequenti ingressi/uscite di persone e automezzi dedicati anche ad altre attività agricole, non strettamente legate alla gestione degli animali allevati.
Tali automezzi, prima del loro ingresso in allevamento, devono essere accuratamente, prima puliti (lavaggio e detersione) e poi disinfettati, con prodotti efficaci e con procedure idonee.
Nel caso in cui tali azioni non risultino di facile applicazione e/o risulti che non vengano eseguite regolarmente ed in modo appropriato, è indispensabile al fine del proseguo dell’attività, individuare/definire soluzioni alternative che raggiungano comunque l’obiettivo di riduzione del rischio.
In questi casi dovrà essere valutata, per esempio, la possibilità di individuare aree delimitate e separate dall’area di allevamento dove fermare gli automezzi o comunque modalità di gestione dei mezzi che limitino al minimo l’ingresso in allevamento e che facilitino la corretta esecuzione delle operazioni di pulizia e disinfezione.
Infine, si ricorda comunque l’importanza del rigoroso rispetto di tutte le misure di biosicurezza strutturali e gestionali previste dall’attuale normativa come:
Suddivisione chiara e puntuale tra zona sporca e zona pulita
Presenza e utilizzo della zona filtro
Utilizzo di abiti e calzature monouso o dedicate
Presenza di barriere atte ad impedire il contatto diretto tra suini allevati ed eventuali cinghiali
Divieto assoluto di alimentare i suini con scarti/avanzi di ristorazione
Autorizzazione all’ingresso in allevamento del solo al personale dedicato alla gestione degli
animali
Comunicazione tempestiva di mortalità anomala o sintomatologia sospetta