Dal 1° gennaio 2027 il registro elettronico sostituirà il sistema cartaceo. Trattamenti, concimazioni e attività aziendali dovranno essere annotati in formato digitale e collegati ai sistemi informatici nazionali.
Dal 1° gennaio 2027 il Quaderno di campagna digitale diventerà obbligatorio per le aziende agricole.
Il registro elettronico servirà ad annotare le attività svolte in azienda, come trattamenti fitosanitari, concimazioni e altre operazioni colturali. La novità non riguarda tanto il contenuto dell’adempimento, che le imprese già conoscono, ma il modo in cui dovrà essere assolto: non più su carta, ma attraverso strumenti digitali collegati ai sistemi informatici agricoli nazionali.
L’obbligo sarebbe dovuto partire dal 1° gennaio 2026, ma il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, con decreto del 30 dicembre 2025, ha disposto la proroga di un anno.
Cosa cambia per l’azienda
Il Quaderno di campagna digitale sostituirà il sistema cartaceo preesistente.
Le aziende agricole dovranno registrare le informazioni in formato elettronico, rendendole utilizzabili anche nei sistemi informativi agricoli pubblici, come il Sian, il Sistema informativo agricolo nazionale.
Il punto operativo è questo: non cambiano le informazioni da raccogliere, ma cambia la modalità con cui vengono registrate, conservate e rese disponibili.
La digitalizzazione punta a rendere le registrazioni più uniformi, più affidabili e più facilmente verificabili dalle autorità competenti. Per l’impresa agricola significa dover prestare maggiore attenzione a tempi, correttezza dei dati e coerenza tra le informazioni inserite.
Tracciabilità e controlli
Il nuovo registro digitale si inserisce in un percorso più ampio di tracciabilità e gestione amministrativa dell’impresa agricola.
Annotare correttamente trattamenti, fertilizzazioni, superfici, colture e attività svolte non sarà solo una formalità. Diventerà una parte sempre più integrata con i sistemi pubblici che gestiscono fascicoli aziendali, procedimenti amministrativi e aiuti.
Per questo le aziende dovranno evitare registrazioni incomplete, tardive o non coerenti con le superfici e le colture presenti nei sistemi informatici.
La qualità del dato diventerà centrale. Un errore nel Quaderno digitale potrebbe creare disallineamenti con altre banche dati o complicare verifiche e procedimenti collegati agli aiuti.
Il nodo dei gestionali già usati dalle aziende
Molte imprese agricole utilizzano già software gestionali per registrare trattamenti, colture, superfici, fertilizzazioni e attività aziendali.
Il rischio, in questi casi, è la duplicazione del lavoro: prima l’inserimento dei dati nel gestionale aziendale, poi una seconda registrazione nella piattaforma del Quaderno di campagna digitale.
Per affrontare questo problema è stato siglato un accordo tra Agea e AssoSoftware. Il protocollo punta a sviluppare progetti di interoperabilità tra il Sian e i gestionali utilizzati dalle imprese agricole.
L’obiettivo è rendere più automatico lo scambio di dati, ridurre i tempi, limitare gli errori e semplificare l’accesso ai procedimenti amministrativi connessi alle richieste e all’erogazione degli aiuti.
Il tavolo tecnico Agea-AssoSoftware
L’accordo prevede anche un tavolo tecnico composto da esperti di Agea e AssoSoftware.
Il compito sarà affrontare le questioni operative e individuare soluzioni per rendere i sistemi pubblici e privati realmente comunicanti.
È un passaggio importante perché la digitalizzazione funziona solo se evita di aggiungere burocrazia alla burocrazia. Se l’azienda deve inserire gli stessi dati più volte, il rischio è aumentare il carico amministrativo invece di ridurlo.
L’interoperabilità, quindi, non è un dettaglio tecnico. È la condizione perché il Quaderno digitale diventi uno strumento utile e non solo un nuovo obbligo.
Cosa controllare prima del 2027
Le aziende agricole dovrebbero iniziare a verificare per tempo alcuni aspetti.
Il primo è capire se oggi il Quaderno di campagna viene ancora gestito su carta o attraverso un software.
Il secondo è controllare se il gestionale aziendale utilizzato sarà in grado di dialogare con i sistemi pubblici nazionali.
Il terzo è verificare chi, in azienda o tramite consulenti, sarà responsabile dell’inserimento e del controllo dei dati.
Il quarto è mettere ordine nelle procedure interne: trattamenti, concimazioni e attività colturali devono essere registrati in modo tempestivo e coerente.
Il quinto è evitare di arrivare al 2027 senza formazione minima. Anche un adempimento già noto può creare problemi se cambia lo strumento con cui viene gestito.
Gli errori da evitare
Il primo errore è pensare che la proroga al 2027 significhi poter aspettare.
Il secondo è considerare il Quaderno digitale come una semplice copia online del vecchio registro cartaceo. Il collegamento con i sistemi informatici nazionali rende il dato più controllabile e più integrato con altri procedimenti.
Il terzo è sottovalutare i disallineamenti tra gestionale aziendale, fascicolo aziendale e Sian.
Il quarto è non individuare una persona o un ufficio responsabile della registrazione.
Il quinto è continuare a gestire le informazioni in modo frammentato, con appunti, fogli sparsi o file non aggiornati.
Una scadenza da preparare adesso
Il Quaderno di campagna digitale diventerà obbligatorio dal 1° gennaio 2027, ma la preparazione deve iniziare prima.
Per le aziende agricole il passaggio non riguarda solo l’uso di un nuovo strumento informatico. Riguarda il modo in cui vengono organizzati dati, documenti, trattamenti, colture e rapporti con i sistemi pubblici.
La digitalizzazione può semplificare solo se l’impresa arriva pronta. Per questo conviene utilizzare il 2026 per verificare software, procedure interne, responsabilità e collegamenti con i consulenti.
Il rischio da evitare è arrivare alla scadenza con dati incompleti, strumenti non aggiornati o registrazioni da ricostruire.