La direttiva Ue 2014/45 ha introdotto l’obbligo di revisione periodica anche per i trattori agricoli a ruote con velocità massima superiore a 40 chilometri orari, appartenenti alle categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5, quando circolano sulle strade pubbliche.
In Italia, il Codice della strada ha esteso questa regola a tutte le macchine agricole, escludendo però i rimorchi di massa complessiva fino a una tonnellata e mezza e con caratteristiche particolari.
Le scadenze per la revisione sono differenziate in base all’anno di immatricolazione: i veicoli registrati fino al 31 dicembre 1996 devono essere revisionati entro il 31 dicembre 2025, quelli immatricolati tra il 1997 e il 2019 entro il 31 dicembre 2026, mentre per i mezzi registrati dopo il 1° gennaio 2020 la revisione va effettuata al quinto anno successivo alla prima immatricolazione.
La Legge 221/2017 prevedeva l’emanazione di un decreto interministeriale attuativo delle disposizioni del Codice della strada, per definire le modalità di revisione dei trattori, delle macchine operatrici semoventi a più assi e dei rimorchi più grandi.
Il decreto dirigenziale 494 del 25 novembre 2025 ha confermato le scadenze e ha definito le linee guida operative per i controlli, indicando quali componenti devono essere verificati e quali strumenti devono essere utilizzati.
I controlli riguardano principalmente l’impianto frenante, l’illuminazione e le emissioni dei motori. Nel caso dei freni, si valuta l’efficienza del freno di servizio, del freno di soccorso e del freno di stazionamento, assicurando sicurezza e compatibilità con le attrezzature dei centri di revisione. Per le emissioni, la verifica si basa sul limite di CO (%) indicato sulla carta di circolazione; se questo non è disponibile, il valore rilevato viene registrato solo a fini statistici. Le disposizioni entreranno in vigore l’1 febbraio 2026.
I trattori immatricolati tra il 2017 e il 2019 dovranno essere revisionati entro il 30 giugno 2026, mentre quelli registrati tra il 2020 e il 2022 entro il 31 dicembre 2026. Dall’1 gennaio 2027 il calendario dei controlli tecnici dovrà effettuarsi entro il quarto anno successivo alla data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni. Per le altre macchine agricole circolanti su strada, nonostante i termini scaduti per quelle immatricolate entro il 1996, si resta ancora in attesa dell’emanazione del decreto interministeriale, che dovrà definirne le regole tecniche per la revisione obbligatoria, da ripetersi ogni cinque anni.