Risale al 20 maggio 2015 il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, con cui è stata disposta, in attuazione del decreto legislativo 285/1992 (nuovo Codice della strada), la revisione generale delle macchine agricole; il testo prevedeva controlli obbligatori con periodicità quinquennale e, se necessario, con l’ausilio di unità mobili, da scaglionare sulla base dell’anno di immatricolazione del mezzo e da concludersi entro la fine del 2021.
A quasi dieci anni di distanza, mancano ancora le regole per la revisione obbligatoria dei trattori che non è ancora operativa: non è stata mai applicata in ragione della mancanza del decreto del Mit, sempre di concerto col Masaf, recante le modalità di esecuzione della revisione. In tutti questi anni si è proceduto a suon di proroghe; l’ultima, in ordine di tempo, è quella contenuta nel decreto legge Milleproroghe 2025 (dl 202/2024), che ha posticipato alla fine dell’anno corrente il termine per la revisione dei mezzi agricoli immatricolati entro il 31 dicembre 1996, alla fine del 2026 per quelli immatricolati dal 1° gennaio 1997 al 31 dicembre 2019 e al quinto anno successivo alla fine del mese di prima immatricolazione per i veicoli immatricolati dopo il 1° gennaio 2020.