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TASSI
04.07.2025
RIDUZIONE TASSI DI INTERESSE

Il tasso Euribor a 3 mesi è stato in media del 2,14%, in calo di 11 punti base rispetto ad aprile 2025 (2,25%) e inferiore di 70 punti base rispetto a dicembre 2024 (2,84%).

 

Per quanto riguarda le operazioni di finanziamento erogate dalle banche (dati di aprile 2025):

 

  • il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,82% dal 3,92% del mese precedente e dal 5,45% di dicembre 2023;
  • il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni era il 3,29% (3,14% nel mese precedente; 4,42% a dicembre 2023), risentendo dell'incremento del tasso IRS registrato a marzo scorso;
  • il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è sceso al 4,13% dal 4,21% del mese precedente.

 

Di contro, il tasso praticato sui nuovi depositi a durata prestabilita (cioè certificati di deposito e depositi vincolati) ad aprile 2025 è stato il 2,37%, in calo rispetto a marzo (2,49%).

 

Nel complesso, ad aprile 2025 il tasso medio sul totale dei depositi (certificati di deposito, depositi a risparmio e conti correnti), è stato lo 0,73% (0,79% nel mese precedente; 0,32% a giugno 2022).

 

Il deposito sul “conto corrente” generico è oramai quasi un deposito a tasso 0. È evidente che il conto corrente bancario è un “parcheggio” delle disponibilità finanziarie ma non un mezzo di investimento, quindi in caso di disponibilità il consiglio è di valutare forme reali di investimento.

 

Per i mesi di maggio e giugno, viste le decisioni della BCE, si può ipotizzare un’ulteriore discesa, anche se limitata, in quanto i tassi di mercato scontano le previsioni sull’andamento futuro e sulle decisioni future della Banca Centrale.

 

Per i mutui immobiliari il calo da dicembre 2023 è di 113 punti base (- 1,13%), ma essendo il mutuo garantito da ipoteca un finanziamento “meno” rischioso (per la banca) sconta tassi minori. Per i mutui, i tassi di aprile vedono una mini ripresa rispetto a marzo, quindi probabilmente i tassi hanno raggiunto una situazione di equilibrio ed è difficile ipotizzare ulteriori movimenti al ribasso, tolti aggiustamenti di pochi punti base.

 

Ad oggi è difficile ipotizzare ulteriori tagli dei tassi a breve termine. Il calo dell’inflazione nell’ultimo periodo è stato guidato dal calo dei prezzi dei prodotti; l’esplosione del conflitto fra Israele e Iran ha fatto tornare a crescere il prezzo del greggio e, di conseguenza, degli altri beni energetici, con effetti già evidenti alla pompa di benzina. Il rischio è di una ripresa dell’inflazione in una congiuntura economica debole.

 

Secondo le stime degli analisti, per la zona Euro i tassi potrebbero essere in equilibrio rispetto ad un obiettivo di inflazione del 2%, pertanto, salvo altri fattori, potrebbero non sarebbero previste variazioni sostanziali nel medio termine.

 

Quali vantaggi per aziende e cittadini?

 

Per chi ha in essere mutui e finanziamenti a tasso variabile l’effetto dovrebbe essere già visibile perché il calo dei tassi va ridurre gli interessi sulle rate. Attenzione perché il mutuo col piano di ammortamento “alla francese” in cui la quota interessi cala col passare del tempo, il beneficio si riduce.

Per i mutui prima casa a tasso fisso, potrebbe essere interessante valutare una surroga, perché si può trovare un finanziamento con un tasso inferiore senza sostenere costi in base alla Legge Bersani del 2007. Come abbiamo visto, oggi un mutuo costa in media l’1,13% in meno rispetto ai massimi di dicembre 2023.

 

Per le aziende che hanno sottoscritto finanziamenti a tasso fisso senza copertura nei periodi di picco dei tassi, l’opzione è di rifinanziarsi ad un tasso inferiore per chiudere prestiti che pagano oneri superiori. Ovviamente, tale opzione prevede come ipotesi di rifinanziarsi presso altro istituto bancario, pertanto l’azienda deve essere “bancabile”.

In questo caso vanno analizzati anche i costi di una chiusura anticipata di un finanziamento e quelli di una riapertura di altro finanziamento.

 

Un vantaggio particolare per il settore agricolo

 

Ricordiamo che per le imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura è possibile accedere al contributo erogato da AGEA per aiutare a coprire la quota di interesse sui nuovi prestiti erogati nel 2025 e nel 2026.

Tale contributo riguarda solo i finanziamenti erogati come credito agrario o peschereccio (ex art. 43, D.Lgs. 385/1993), che abbiano una durata massima di 5 anni. Il contributo può arrivare a coprire fino al 50% del tasso di interesse annuo versato; rientrando nel regime de minimis l’importo massimo erogabile è:

 

  • 50.000 euro nel caso di imprese agricole;
  • 40.000 euro nel caso di imprese del settore pesca e acquacoltura.

 

Il contributo per l’anno 2025 si può richiedere fino al 15 settembre.

Sommando i due effetti, un’impresa agricola finanziariamente in salute potrebbe rifinanziarsi ad un tasso di interesse minore rispetto a quello attualmente sostenuto, soprattutto in caso di finanziamenti a tasso fisso, e richiedere il contributo a copertura del 50% degli interessi nominali versati per l’anno 2025.


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